Quasi un anno dalla mia ultima apparizione qui. Quasi un anno, un lunghissimo, spiazzante, anno. Un anno logorante in cui, in fondo, ben poco è cambiato realmente.
Ora, non capisco per quale ragione mi ritrovo di nuovo a sentire la necessità di vomitare qui le mie manciate di parole.. forse la noia, forse.. forse il bisogno, per far chiarezza dentro e fuori di me, di rendere pubblico qualcosa.
Fatto sta.. eccomi: nuda quanto basta per sentire l'imbarazzo strisciarmi sulla pelle e velarmi gli occhi.
La mia instabilità emotiva è ormai diventata una tale abitudine da sembrarmi, talvolta, poco più di una giustificazione.. e se avesse ragione Paola? Forse sono solo le mie discontinue fluttuazioni ormonali a rendere tutto così complicato..
Bah.
Resta il fatto, ora, che tutto sembra così vacuo, così inutile!
Siamo solo mercoledi e questa settimana mi sembra iniziata da un mese!
Il non essere continuamente occupata mi spiazza, mi fa vagare oltremodo con la mente e mi lascia addosso un senso di inutilità e di spreco che mi spezza il fiato e rende tutto terribilmente difficile.
Ricominciare a fare la vita da studente non è facile, per nulla.. e passare così rapidamente dal non avere nemmeno un minuto per respirare all' avere TUTTO IL TEMPO DEL MONDO.. così tanta aria da farmi entrare in affanno.. uff! è tremendo!
Pochi soldi, pochi impegni, nessuna prospettiva: quanto basta per farmi impazzire, letteralmente!
Mi ritrovo in un limbo non voluto..
in questo periodo tanto anelato..
e questo mi angoscia terribilmente!
Non vedevo l'ora che terminasse il mio contratto per avere di nuovo pagine bianche su cui poter scrivere.
Avevo deciso che avrei potuto sfruttare questo tempo per mettermi d'accordo con me: chiudere porte, spiare in porticine nuove, prendere decisioni..
e invece..
e invece tutto POSTICIPATO.
Nulla è cambiato, c'è solo questo lasso di tempo d'attesa che mi logora e mi fa sentire una fallita!
I cambiamenti arriveranno, ma piano piano.. per ora devo solo restare qui seduta, ed aspettare. Imparare ad aspettare.
Forse è questa la lezione che devo imparare dalla mia vita attuale..
...
Il punto è che è un anno che aspetto.. e ora che siamo sulla soglia del cambiamento, ora anche pochi giorni mi sembrano eterni!
Poi c'è la paura. Paura di fidarsi e ritrovarsi tradita, paura di investire tempo e cuore in una cosa, e vedersela scivolare fra le mani, paura di perdere occasioni, o di non saperle sfruttare al meglio, paura di deludere le persone che amo, paura di prendere proprio quella decisione li.. proprio quella che tutti ti dicono sbagliata, e che anche tu sai che in un modo o nell'altro ti farà star male.. ma che devi prendere.. perchè l'alternativa, l'unica alternativa è rinunciare a tutto, e rimanere per sempre nel dubbio.
E quanto possa lacerare il vivere nel dubbio continuo, lo sto sto sperimentando da due anni sulla mia pelle..
..dovrò modificare il titolo del blog..
mercoledì 24 giugno 2009
domenica 14 settembre 2008
Desiderio d'acqua e pensieri liquidi sul finire dell'estate..
L'acqua che passa fra il fango di certi canali
tra ratti sapienti, pneumatici e ruggine e vetri
chissà se è la stessa lucente di sole o fanali
che guarda oleosa passare rinchiusa in tre metri.
Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso
quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso
o se c'è nel suo correre un segno di un suo filo rosso
che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.
E cade su me che la prendo e la sento filtrare
leggera, infeltrisce i vestiti, intristisce i giardini
portandomi odore d'ozono, giocando a danzare
proietta ricordi sfiniti di vecchi bambini.
Colpendo implacabile il tetto di lunghi vagoni
destando annoiato interesse negli occhi di un gatto
coprendo col proprio scrosciare lo spacco dei tuoni
che restano appesi un momento nel cielo distratto.
E mormora, urla, sussurra, ti parla, ti schianta
evapora in nuvole cupe rigonfie di nero
e cade, rimbalza e si muta in persona od in pianta
diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.
Ma a volte vorresti mangiarla, sentirtici dentro
un sasso che l'apre affonda, sparisce e non sente
vorresti scavarla, afferarla, lo senti che è il centro
di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.
Acque del mondo intorno, di pozzanghere e pianto
di me che canto al limite del giorno
tra il buio e la paura del tempo e del destino
freddo assassino della notte scura.
Ma l'acqua gira e passa e non sa dirmi niente
di gente e me o di quest'aria bassa.
Ottusa e indifferente cammina e corre via
lascia una scia e non gliene frega niente.
F.Guccini
tra ratti sapienti, pneumatici e ruggine e vetri
chissà se è la stessa lucente di sole o fanali
che guarda oleosa passare rinchiusa in tre metri.
Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso
quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso
o se c'è nel suo correre un segno di un suo filo rosso
che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.
E cade su me che la prendo e la sento filtrare
leggera, infeltrisce i vestiti, intristisce i giardini
portandomi odore d'ozono, giocando a danzare
proietta ricordi sfiniti di vecchi bambini.
Colpendo implacabile il tetto di lunghi vagoni
destando annoiato interesse negli occhi di un gatto
coprendo col proprio scrosciare lo spacco dei tuoni
che restano appesi un momento nel cielo distratto.
E mormora, urla, sussurra, ti parla, ti schianta
evapora in nuvole cupe rigonfie di nero
e cade, rimbalza e si muta in persona od in pianta
diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.
Ma a volte vorresti mangiarla, sentirtici dentro
un sasso che l'apre affonda, sparisce e non sente
vorresti scavarla, afferarla, lo senti che è il centro
di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.
Acque del mondo intorno, di pozzanghere e pianto
di me che canto al limite del giorno
tra il buio e la paura del tempo e del destino
freddo assassino della notte scura.
Ma l'acqua gira e passa e non sa dirmi niente
di gente e me o di quest'aria bassa.
Ottusa e indifferente cammina e corre via
lascia una scia e non gliene frega niente.
F.Guccini
domenica 17 agosto 2008
Ghe voleria un poca de miseria!
CAZZO!!
Non sono pronta per la guerra!!!
E' ancora troppo presto!!
Non ho imparato ancora niente, non sopravviverei!!
E com'è che questo cazzo di mondo non se ne accorge nemmeno?!?!?
COM'E' che NESSUNO ne PARLA????
Com'è che son tutti presi da 'ste cazzo di Olimpiadi??
..andrò a comperare un po'd'oro..
(e costruirò un bunker antiatomico, giusto per stare tranquilla..)
Non sono pronta per la guerra!!!
E' ancora troppo presto!!
Non ho imparato ancora niente, non sopravviverei!!
E com'è che questo cazzo di mondo non se ne accorge nemmeno?!?!?
COM'E' che NESSUNO ne PARLA????
Com'è che son tutti presi da 'ste cazzo di Olimpiadi??
..andrò a comperare un po'd'oro..
(e costruirò un bunker antiatomico, giusto per stare tranquilla..)
sabato 16 agosto 2008
Undici mesi
Ritrovarmi, ora, sola, di nuovo di fronte ad una pagina bianca, pare strano.
Stride.
Sembra che negli ultimi mesi io non abbia trovato un soffio di tempo per riflettere profondamente, dentro di me, sul gorgoglio della mia vita in questi mesi, su dove io voglia andare, su cosa implichi cosa, e con chi.
Le cose sono cambiate.
Il tempo, il tempo è passato da settembre.. strascicando i piedi, dimenandosi, la mia vita è riuscita a porre resistenza ad ogni tentativo di chiunque di darle una regola, una via da seguire.
UNDICI mesi. Un anno, quasi. Un anno in cui ho inseguito con tutta me stessa una cosa sola: il mio cuore. Ed ho sofferto. Ho sofferto come un cane.
Ho cercato di liberarmi di tutte le catene, ed una volta libera, non sono stata capace di prendere in mano le mie pagine bianche e di iniziare a scriverci davvero qualcosa. Come sono stata brava a costruirmi sempre nuove catene!
Se prima lamentavo la piattezza, la carenza di emozioni.. beh: il leitmotiv di questo anno di vita è stato il mio arrancare, il mio controcermi per cercare di non farmi devastare il cuore da un sentire che era troppo forte, troppo grande per rimanere confinato nel mio petto. Che ha rischiato di schiacciarmi.
Ho visuto un settembre ed un ottobre camminando sulle nuvole, felice, piena di iniziative e di buoni propositi.
Poi.. è arrivato Marco, e tutto è cambiato.
Ho trascorso 4 mesi in totale isteria. Ero la larva di me stessa. Il non dormire ed il non mangiare erano il minore dei mali: il dolore era a volte talmente profondo da non permettermi nemmeno di piangere.
Ho deciso di ricominciare ad essere felice.. ed era febbraio.
Ma difficile essere felice quando attorno a te.. c'è il nulla.
Ricostruire tutto da capo quando sei già sfinito può riuscire a toglierti ogni piccola goccia di ottimismo.. specie quando hai fatto ruotare la tua vita attorno ad un sogno, che ora sai irrealizzabile.
La frivolezza, la lontananza di pensiero, la poca sintonia con il mio mondo di qui mi sono arrivate come lame affilatissime, quando è tornato Giacomo.
E mi hanno spezzata. Dove ero finita? Cosa ero diventata??
Abbruttita dalla superficialità di cui mi ero circondata per sopravvivere, avevo quasi dimenticato di tenere per mano la vera me, ed i valori, la fratellanza che avevo costruito in tanti anni..
Stancamente ho cercato di ritrovare quel piccolo nocciolo di luce in me.. salvarlo, curarlo, aiutarlo a risplendere come so che può fare. Come so che posso ancora fare..
.. ma la mia dipendenza dalle persone che amo e dai miei sogni.. è di sicuro la mia personalissima corona di stelle e di spine..
Ma è passato, e ora.. sono nel vento.
Serena, ma.. persa.
Per la prima volta, dopo mesi, alcuni giorni fa ho avuto la consapevolezza di dover iniziare a pensare ad un obiettivo, e non solo per me: per Marco, per la mia famiglia, per le persone attorno (e dentro) me.
Vivere alla giornata, come ho dovuto (voluto?) fare fino ad ora, non mi è più possibile.
Ho paura.. paura di ciò che potrei perdere, e di ciò che potrei guadagnare..
paura di scegliere, di affidarmi, di sbagliare. Di dipendere da qualcun'altro.
E di illudermi.
Ho paura di quello che sento, dopo solo un mese e mezzo.
Sembra che questa cosa sia grande davvero.
Sembra che possa durare a lungo, crescere e diventare, piano, qualcosa di più.
Ho paura delle reazioni del mio corpo.. dei brividi che sento al suono della tua voce, del nodo allo stomaco quando penso ai tuoi occhi, del mio essere a volte incapace di parlarti, appena ti vedo. Di come il mio corpo mi parla, e mi odia per questa disgraziata distanza.
Ho paura, perchè so che dovrò rimandare ancora a lungo ogni possibilità di viverti.. ed ho paura, perchè credo che non vorrò rinunciare a me stessa per te.
Ancora una volta, le due Dani parlano lingue diverse..
Stride.
Sembra che negli ultimi mesi io non abbia trovato un soffio di tempo per riflettere profondamente, dentro di me, sul gorgoglio della mia vita in questi mesi, su dove io voglia andare, su cosa implichi cosa, e con chi.
Le cose sono cambiate.
Il tempo, il tempo è passato da settembre.. strascicando i piedi, dimenandosi, la mia vita è riuscita a porre resistenza ad ogni tentativo di chiunque di darle una regola, una via da seguire.
UNDICI mesi. Un anno, quasi. Un anno in cui ho inseguito con tutta me stessa una cosa sola: il mio cuore. Ed ho sofferto. Ho sofferto come un cane.
Ho cercato di liberarmi di tutte le catene, ed una volta libera, non sono stata capace di prendere in mano le mie pagine bianche e di iniziare a scriverci davvero qualcosa. Come sono stata brava a costruirmi sempre nuove catene!
Se prima lamentavo la piattezza, la carenza di emozioni.. beh: il leitmotiv di questo anno di vita è stato il mio arrancare, il mio controcermi per cercare di non farmi devastare il cuore da un sentire che era troppo forte, troppo grande per rimanere confinato nel mio petto. Che ha rischiato di schiacciarmi.
Ho visuto un settembre ed un ottobre camminando sulle nuvole, felice, piena di iniziative e di buoni propositi.
Poi.. è arrivato Marco, e tutto è cambiato.
Ho trascorso 4 mesi in totale isteria. Ero la larva di me stessa. Il non dormire ed il non mangiare erano il minore dei mali: il dolore era a volte talmente profondo da non permettermi nemmeno di piangere.
Ho deciso di ricominciare ad essere felice.. ed era febbraio.
Ma difficile essere felice quando attorno a te.. c'è il nulla.
Ricostruire tutto da capo quando sei già sfinito può riuscire a toglierti ogni piccola goccia di ottimismo.. specie quando hai fatto ruotare la tua vita attorno ad un sogno, che ora sai irrealizzabile.
La frivolezza, la lontananza di pensiero, la poca sintonia con il mio mondo di qui mi sono arrivate come lame affilatissime, quando è tornato Giacomo.
E mi hanno spezzata. Dove ero finita? Cosa ero diventata??
Abbruttita dalla superficialità di cui mi ero circondata per sopravvivere, avevo quasi dimenticato di tenere per mano la vera me, ed i valori, la fratellanza che avevo costruito in tanti anni..
Stancamente ho cercato di ritrovare quel piccolo nocciolo di luce in me.. salvarlo, curarlo, aiutarlo a risplendere come so che può fare. Come so che posso ancora fare..
.. ma la mia dipendenza dalle persone che amo e dai miei sogni.. è di sicuro la mia personalissima corona di stelle e di spine..
Ma è passato, e ora.. sono nel vento.
Serena, ma.. persa.
Per la prima volta, dopo mesi, alcuni giorni fa ho avuto la consapevolezza di dover iniziare a pensare ad un obiettivo, e non solo per me: per Marco, per la mia famiglia, per le persone attorno (e dentro) me.
Vivere alla giornata, come ho dovuto (voluto?) fare fino ad ora, non mi è più possibile.
Ho paura.. paura di ciò che potrei perdere, e di ciò che potrei guadagnare..
paura di scegliere, di affidarmi, di sbagliare. Di dipendere da qualcun'altro.
E di illudermi.
Ho paura di quello che sento, dopo solo un mese e mezzo.
Sembra che questa cosa sia grande davvero.
Sembra che possa durare a lungo, crescere e diventare, piano, qualcosa di più.
Ho paura delle reazioni del mio corpo.. dei brividi che sento al suono della tua voce, del nodo allo stomaco quando penso ai tuoi occhi, del mio essere a volte incapace di parlarti, appena ti vedo. Di come il mio corpo mi parla, e mi odia per questa disgraziata distanza.
Ho paura, perchè so che dovrò rimandare ancora a lungo ogni possibilità di viverti.. ed ho paura, perchè credo che non vorrò rinunciare a me stessa per te.
Ancora una volta, le due Dani parlano lingue diverse..
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